Urto con Animali Selvatici

Sono 251 mila i chilometri di strade che attraversano le pianure, le valli, i monti che scorrono lungo le coste del nostro Paese, tutte percorse da milioni di auto ogni anno.

Ai dati statistici collegati alla fisiologica infortunistica stradale va aggiunto il rischio, pari al 3%, di investire un animale. Sono 18 gli automobilisti morti nei soli primi mesi del 2017 in 148 incidenti stradali causati da investimenti di animali selvatici. 150 le vittime nel decennio 1995-2005 oltre a centinaia di feriti e centinaia di migliaia di euro di danni materiali. Ma non c’è da meravigliarsi, Nelle strade alpine è alta la presenza di animali selvatici.

Nel solo anno 2016 sulle strade del bellunese sono stati investiti 148 caprioli e 144 cervi.

E’ da chiarire subito che l’art.189/9bis del C.d.S. prevede l’obbligo per l’automobilista di fermarsi, in caso di incidenti, per prestare soccorso all’animale ferito (sperando che non si sia ferito anche l’automobilista o altro passeggero).

L’Ente chiamato ad intervenire è l’Arma dei Carabinieri che da quest’anno ha assorbito il Corpo Forestale dello Stato.
Se l’animale investito è un animale domestico, la responsabilità ricade sui proprietari (art.2052 c.c.) a meno che il proprietario non possa dimostrare in modo inequivocabile di aver messo in atto tutte le misure di custodia possibili e che la fuga/smarrimento sia stata determinata da un caso fortuito. Per i cani, l’obbligo di microchip consente di risalire al proprietario e se non ha il microchip la responsabilità risale al Comune, perché a tale Ente fanno capo i cani randagi.

Per gli animali selvatici le cose si complicano notevolmente. Anche se le leggi (N.968/77 e 152/92) considerano la fauna selvatica patrimonio indisponibile dello Stato, è altrettanto vero che per l’art.117 della Costituzione la tutela della fauna selvatica e della caccia è di competenza delle Regioni (che l’avevano delegata alle Province, ma queste sono state abolite). In base quindi all’art.2043 c.c. le Regioni devono adottare tutte le misure di competenza per evitare che la fauna selvatica arrechi danni a cose o persone.

La Cassazione Civile (Sez.III, n.60 dell’8.1.2010) ha stabilito, ad esempio, che “La responsabilità aquiliana per i danni provocati da animali selvatici alla circolazione dei veicoli deve essere imputata all’Ente, sia esso Regione, Provincia, Ente Parco, Federazione o Associazione, ecc., a cui siano stati concretamente affidati, nel singolo caso, i poteri di amministrazione del territorio e di gestione della fauna ivi insediata”.

Per le autostrade, la richiesta sembra essere più semplice, sia perché sono tutte recintate e sia perché l’automobilista paga un pedaggio e quindi l’autostrada deve garantire la massima sicurezza. In tal caso non sarà l’automobilista a dover dimostrare la responsabilità della società Autostrade ma sarà quest’ultima a dover dimostrare di aver adottate tutte le cautele idonee a sventare l’evento.

In questa gimkana di competenze, resta all’automobilista la speranza di restare indenne da simili infortuni e di risolvere ogni pensiero aderendo ad uno dei nostri programmi assicurativi che prevedono quasi sempre la copertura in caso di Urto con Animali selvatici.

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